L'utilizzo smoderato della parola Atelier e il mercato degli abiti da sposa

L'utilizzo smoderato della parola Atelier e il mercato degli abiti da sposa

Dopo tanti anni di esperienza nel settore, ho capito che in generale nel settore della moda e dei matrimoni, la parola "atelier" viene utilizzata in modo equivoco, anche da chi non dispone di un laboratorio produttivo interno

Innanzitutto vorrei sottolineare un aspetto molto fastidioso per me, la scorretta pronuncia del termine: la corretta pronuncia del termine atelier è  /ateˈlje/, ossia non si pronuncia la erre finale!!! Posso dire che sono esausta di sentire venditori pronunciare questa parola con tanto di erre finale??? 

A mio parere la sposa, già prima di iniziare la ricerca del suo abito, dovrebbe essere in grado di distinguere tra le due realtà commerciali che vanno per la maggiore: i negozi e gli atelier.
Nella maggior parte dei casi la parola "atelier" viene accostata a negozi che vendono abiti industriali prefabbricati, senza disporre di un laboratorio creativo o produttivo interno. 
Purtroppo in Italia chiunque può definire e descrivere a proprio piacimento la propria attività commerciale e questo negli anni ha portato ad una grande confusione.
 
Storicamente, dal francese antico astelier (laboratorio di falegnameria), il termine "atelier" indica la bottega o lo studio privato in cui un artista o un artigiano progetta e realizza a mano le proprie opere, dall'inizio alla fine.

Sottolineo che atelier significa "laboratorio", cioè...sartoria e atelier sono quasi  sinonimi..  Possiamo dire che i termini "sartoria" e "atelier" possono differenziarsi, secondo me, più che altro per la tipologia delle creazioni realizzate.
Col termine atelier in un certo senso ci si riferisce ad una sartoria di livello medio-alto, nella quale prendono vita lavori di pregio, abiti legati al mondo della cerimonia e dell'eleganza formale. Cambia il contesto, ma in sostanza in entrambe i casi si tratta di un laboratorio creativo.

In estrema sintesi il termine atelier, nel contesto del mondo della moda, si dovrebbe riferire ad un laboratorio nel quale un' équipe di professionisti formati si occupano di:

  • ideare abiti unici a partire dal bozzetto personalizzato, per una sposa/cliente che ha nome e cognome,
  • scegliere i tessuti insieme allo stilista,
  • creare il cartamodello sulle misure della cliente, al fine di realizzare il primo prototipo,
  • effettuare la prima prova (sdifettamento) del prototipo,
  • tagliare l'abito nei tessuti scelti e prepararlo per la seconda prova,
  • preparare l'abito per la terza prova e concludere il lavoro.


Veramente possiamo pensare che tutte le realtà che si autodefiniscono "atelier" facciano davvero tutto questo?


E' importante ricordare che oggi molti negozi multibrand si autodefiniscono "atelier" esclusivamente per evocare un'atmosfera di lusso e prestigio. Questo crea nel cliente una falsa percezione: la sposa crede di acquistare un capo esclusivo o un'esperienza su misura dall'ideazione alla finitura. In realtà si tratta di semplici rivenditori di collezioni prodotte in serie in grandi fabbriche. In questo contesto la sartoria interna si limita a piccoli aggiustamenti e modifiche standard sulla taglia preesistente (stringere o accorciare). Questo non significa che questo tipo di realtà siano da denigrare, ma è corretto fare le giuste distinzioni.

In generale una sposa può rivolgersi a tre tipologie di realtà commerciali, per l'acquisto del suo abito.

La prima consiste nei negozi multibrand, ossia quei punti vendita che offrono una selezione di abiti di svariati marchi di abiti da sposa.
Questa è l'opzione più diffusa perché offrendo una vasta scelta, abbraccia facilmente più fette di mercato, più tipologie di sposa, al fine di vendere più abiti possibile. Questi negozi non sono veri atelier nel vero senso della parola, cioè non si occupano della realizzazione dell'abito dall'inizio alla fine, ma si limitano a stringere, accorciare, insomma a ritoccare ed aggiustare un abito già realizzato.

Una seconda tipologia di vendita consiste nel negozio monomarca: qui vengono proposti unicamente gli abiti di un unico brand. Qui il discorso sartoria interno è sempre lo stesso, ci si limita a fare aggiustamenti come stringere, allargare, accorciare.

La terza tipologia di vendita è il vero Atelier, quel luogo in cui l' abito nasce da zero ed è creato su misura per la sposa, sotto la direziona attenta di un vero stilista e di un vero sarto.
E' importantissimo considerare un aspetto tanto sottovalutato: il curriculum dello stilista e dei sarti che si occupano del tuo abito. Per fare questo lavoro bisogna studiare in scuole specializzate, imparare a realizzare cartamodelli su misura, tagliare e cucire non è così facile come si possa pensare.
In altri articoli parleremo del servizio su misura più nello specifico. 

Esiste un momento esatto in cui un abito smette di essere semplicemente un vestito e diventa una seconda pelle. Quel momento non accade davanti a una serie di modelli industriali, tutti uguali, pronti per essere modificati. Accade quando l'abito nasce direttamente sulla persona. 

Sono orgogliosa di poterlo dire: il mio è un vero atelier!
E' quel luogo in cui scegliere un abito da sposa è un vero rituale che porta a rifiutare i compromessi degli abiti in serie per abbracciare la pura autenticità e la propria unicità.

Spero con questa carrellata di aver schiarito le idee e facilitato la ricerca del proprio abito da sposa!

Con affetto!

Sara D'Isidoro


L'articolo è scritto da Sara D'Isidoro ed è vietata la copia o la riproduzione.








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