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Come nasce l' abito da sposa su misura: ti descrivo l'esperienza nel mio atelier

Come nasce l' abito da sposa su misura: ti descrivo l'esperienza nel mio atelier

Entrare nel mio atelier significa fare un salto nel tempo e nell'artigianalità pura. Dopo oltre vent’anni passati tra metri di seta, spilli e bozzetti, posso dirti che creare un abito da sposa non è semplicemente "cucire un vestito": è scolpire un sogno sul corpo e sull'anima della donna che lo indosserà.Il processo è lungo, meticoloso e richiede decine (a volte centinaia) di ore di lavoro. Ecco come prende vita un abito da sposa, passo dopo passo, nel dettaglio delle sue fasi di lavorazione.


1. Il Primo Incontro: la scelta del modello (4 step)

- Ascolto della sposa:

Tutto inizia con una piacevole chiacchierata con la sposa e una prima occhiata ai tessuti e agli abiti della mia collezione. La sposa ha l'opportunità di vedere e toccare con mano gli abiti e in alcuni casi provarli. Talvolta per la scelta del proprio modello, la sposa può provare diversi elementi componibili, in modo da avere un' anteprima approssimativa del modello che andremo a realizzare su misura.

Non tutte le spose provano degli abiti, molte non provano nulla perché sono alla ricerca di quel modello che non si è davvero mai visto prima, quindi si procede direttamente alla scelta tessuti e al bozzetto.

Questo passaggio è cruciale: molto spesso le spose arrivano con un'idea precisa in testa (magari vista in foto), ma quando iniziano a indossare i modelli della collezione capiscono che determinati volumi, scollature o tessuti le donano molto più di quanto immaginassero. Guardando le sue reazioni davanti allo specchio mentre indossa i vari campioni, riesco subito a decifrare il suo stile, cosa la valorizza e cosa la fa sentire davvero a suo agio.

In questa fase la sposa può scegliere direttamente un abito della collezione, oppure optare per un abito su misura ( il su misura viene scelto dal 90% delle mie spose).


- Disegno del Bozzetto in tempo reale davanti alla sposa:

Unendo gli elementi che più le sono piaciuti dei modelli provati - la gonna di un abito, lo scollo di un altro, la manica in pizzo di un terzo - iniziamo a delineare la sua creazione unica. È proprio in questo momento che prendo carta e matita e inizio a schizzare il bozzetto dell'abito su misura per la sposa, cucendo insieme i suoi desideri con l'ispirazione nata dalla collezione.

Non è detto che l'ispirazione nasca dalla collezione, talvolta è la sposa stessa a darmi ispirazione esponendomi i suoi desideri-aspettative che io traduco in tessuti, linee e ricami.

Il mio compito non è solo guardare la sua figura, ma capire la sua personalità, i suoi gusti, il tema del matrimonio e come vuole sentirsi quel giorno.

Il mio ruolo è quello di rendere elegante la sposa, o meglio di tradurre ogni sua caratteristica (caratteriale, fisica, emozionale) in un abito che la valorizzi senza appesantirla.

Mentre parliamo, inizio a schizzare sul foglio le prime linee. Analizzo la sua silhouette e propongo i tessuti più adatti. Quando vedo i suoi occhi illuminarsi davanti a un disegno, so che abbiamo trovato la strada giusta.


- Scegliamo insieme i Tessuti:

Un abito sartoriale vive della qualità della sua materia prima. La scelta del tessuto va di pari passo con la scelta del modello, sono un tutt'uno! In questa fase selezioniamo insieme i tessuti tra le nostre svariate cartelle:

- Mikado: se cerchiamo struttura, lucentezza e pieghe scultoree,

- Chiffon, Georgette o Organza: per abiti fluidi, impalpabili e romantici,

- Taffetà per abiti leggeri e voluminosi,

- Pizzi pregiati (Rebrodé, Chantilly, Macramè o pizzo de Calais) per creare trasparenze e dettagli unici,

- Ricami e applicazioni.

Ovviamente se i tessuti sono in seta, l'effetto finale è sicuramente il migliore in assoluto.


-La scelta definitiva del Bozzetto:

La scelta definitiva può esser fatta sia in un primo che in un secondo colloquio, a seconda della situazione. Rielaborando tutte le idee e le sensazioni emerse durante il primo colloquio, creo il bozzetto definitivo. È il momento in cui l'abito dei suoi sogni prende forma su carta, completo di ogni dettaglio stilistico: il taglio della scollatura, il drappeggio, l'andamento dello strascico.

Ci sediamo insieme, lo analizziamo nei minimi dettagli e, solo quando la sposa guarda il disegno e dice "Sì, è proprio lui, è il mio abito!", approviamo ufficialmente il progetto da realizzare.

In corso d'opera qualche dettaglio può essere cambiato, migliorato, insomma anche se il bozzetto è definitivo non è detto che non possa subire dei piccoli miglioramenti che prendono forma nel naturale percorso di creazione sartoriale.


2. Primo o secondo incontro: la presa delle misure

Una volta confermato il bozzetto, si passa a un rito di precisione pura: la presa delle misure. Con il metro da sarta rilevo fino a venti punti anatomici differenti: circonferenza torace, seno, vita, bacino, altezza spalla-punto vita, larghezza spalle, circonferenza braccio e la lunghezza totale tenendo conto dell'altezza della sposa.

Non ci limitiamo alle misure standard: prendiamo nota della postura, dell'inclinazione delle spalle e delle proporzioni uniche del suo corpo. Saranno proprio questi numeri e queste annotazioni a dar vita al cartamodello originale e personale da cui nascerà l'abito.

In alcuni casi procediamo alla realizzazione di un prototipo veloce che la sposa vede immediatamente, nel giro di quindici minuti, già in sede di presa misure, attraverso il quale si vedono in anteprima la posizione dei tagli dell'abito, gli scolli e i giri manica.

 


 3. Le prove sartoriali: una o due prove

In prima prova la sposa indossa un primo prototipo del suo abito: modelliamo la struttura direttamente sul corpo della sposa. Sistemo la posizione dei tagli, spillo eventuali pince se necessarie, correggo lo scollo, aggiusto la linea del punto vita, decidiamo le larghezze e i volumi, prendiamo nota delle lunghezze. Questa fase serve a creare il cartamodello definitivo, costruito al millimetro sulla sua anatomia e postura.

Non procediamo sempre allo stesso modo, a volte tagliamo direttamente i tessuti dell'abito, lasciando dei margini di cucitura di sicurezza nel caso di eventuali modifiche, altre volte tagliamo dei tessuti similari a quelli finali.

Vorrei aggiungere che la prima prova è per la sarta, appunto perché questa prova serve alla sarta per stabilire a livello tecnico le basi per creare l'abito.

Nel corso delle prove sartoriali successive, il cui numero varia in base al modello scelto, la sposa assiste alla crescita graduale del suo abito, fino alla conclusione...vivendo un percorso unico ed emozionante.


Riguardo l'esperienza delle prove sartoriali, riporto la Recensione di Tania:

 

Carissima Sara, mille volte grazie ancora per gli abiti che hai realizzato per me, la mia mamma, mia sorella e mia figlia. Tu e la tua meravigliosa mamma avete reso unico un giorno già speciale di suo. La vostra professionalità, competenza e passione per il lavoro che svolgete si respira in ogni angolo del tuo atelier. Ti ho conosciuta per caso su internet, ma subito mi sono fidata del mio istinto. Quando sono venuta per la prima volta sono rimasta incantata dai lavori che avevi già svolto. È stata un'esperienza a 360° per me, dalla bozza del disegno dell'abito fino all'ultima prova. Poi il 18 Luglio quando finalmente l'ho indossato per il mio matrimonio mi sono emozionata moltissimo e ho detto "era proprio come lo avevo immaginato".Di complimenti ne ho ricevuti tantissimi, ma sentirsi dire da più di una persona "sembravi un' opera d'arte" ti conferma che hai fatto la scelta giusta. Grazie ❤️

 

Realizzare un abito su misura è un'arte che trasforma i desideri in realtà. È un percorso lungo e prezioso, ma vedere l'emozione negli occhi di una sposa alla prova finale ripaga ogni singolo secondo di lavoro.

Se potessi disegnare il tuo abito dei sogni, da quale dettaglio partiresti? Raccontamelo nei commenti!

Spero di conoscerti presto!

Con affetto.

Sara D'Isidoro





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